Progetto Educativo e Carta dei Servizi

CARTA DEI SERVIZI PDF

equipe educativa 6-10-14

                        Equipe Educativa

  1. CENNI STORICI E CARATTERISTICHE STRUTTURALI

 L’Associazione “Casa della Mamma e del Bambino” con sede in Borgosesia –Vc– si è costituita nel 1990 con l’obiettivo specifico di tutela della maternità fin dl concepimento attraverso l’attività di accoglienza residenziale di donne gestanti maggiorenni e minorenni con o senza bambini al seguito. È nata per rispondere ad una esigenza rilevata sul territorio riguardo a donne in gravidanza che non trovano nella loro famiglia e nelle reti sociali un appoggio ed un sostegno per vivere serenamente la loro maternità, offrendo ospitalità gratuita senza alcuna distinzione di razza, nazionalità e religione.

Giuridicamente la Struttura si configura come ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO (ai sensi della Legge 266/91), è ONLUS DI DIRITTO (ai sensi del Decreto Legislativo del 4 dicembre 1997 n.460, art.10, comma 8), ma dispone anche di personale regolarmente assunto. È attiva nelle accoglienze dal 1993, fu la prima in Piemonte ad essere iscritta nel 1992 al Registro Regionale del Volontariato nel settore Socio Assistenziale (D.P.G.R. 3545/1992); è anche iscritta dal 2002 al Registro Provinciale del Volontariato della Provincia di Vercelli (VC 2 AS).

Inizialmente l’attività di accoglienza era realizzata in una casa rurale ristrutturata con una capienza massima di 8 persone tra mamme e bambini. In seguito alle crescenti richieste di accoglienza di mamme e donne in difficoltà è stata avviata nel 2000 la costruzione di una nuova casa, di proprietà dell’Associazione, aperta nel dicembre del 2003 e autorizzata al funzionamento in regime di “Comunità di risocializzazione/reinserimento.” Negli anni la Struttura si è ulteriormente ampliata, attualmente infatti il complesso è costituito da:

* COMUNITÀ GENITORE BAMBINO, 14 posti;

* ACCOGLIENZA COMUNITARIA, 12 posti;

* GRUPPI APPARTAMENTO per Gestanti e Mamme con Bambino, 10 posti suddivisi in tre appartamenti indipendenti;

* PENSIONATO INTEGRATO, 2 posti.

La Struttura principale è disposta su quattro piani con 11 camere da letto per le Ospiti, 3 per gli Operatori e 12 bagni di cui 4, uno per piano, a norma per diversabili.

Al piano interrato si trovano: ambulatorio, lavanderia, stireria, magazzini e asilo interno.

Al piano terra: ufficio, cucina, ampio salone polifunzionale con zona mensa e un’area riservata a salotto, spaziosa terrazza coperta.

Il piano primo è suddiviso in due parti: 4 camere e bagni per le Ospiti ed un appartamento completo per il personale di servizio.

Il secondo piano è interamente occupato da camere e bagni per le Ospiti ed i loro bambini.

La Casa è dotata inoltre di ascensore da barella, comodo parcheggio, parco con pineta e area giochi attrezzata.

Costruita secondo moderne concezioni e nel rispetto delle norme vigenti, la Casa è priva di barriere architettoniche ed è stata progettata con particolare attenzione alle esigenze di mamme e bambini.

Sono inoltre presenti tre appartamenti di semi autonomia a distanza di circa 50 metri dalla Casa principale, sono alloggi dotati di cucina abitabile, camera da letto e bagno, questo permette un’abitazione autonoma per donne che giungono da percorsi comunitari e che hanno superato la fase di emergenza e di accoglienza contenitiva. È una messa alla prova in vista della loro piena indipendenza, costituisce l’ultimo anello nel percorso di emancipazione. Le ragazze devono inoltre aver dimostrato capacità di autogestione della propria vita, necessitando quindi di minor sostegno e avviandosi ad una vita più autosufficiente insieme ai loro figli.

Il pensionato integrato si configura invece come una particolare forma di accoglienza presso strutture ricettive extra–alberghiere. Tale forma di accoglienza prevede di poter accogliere anche, su specifico progetto, donne sole in situazione di fragilità sociale, giovani ed eccezionalmente minori prossimi alla maggiore età, segnalati ed in carico ai Servizi Sociali, già Ospiti in strutture residenziali, o per i quali, dato il loro livello di autonomia, non è opportuno un inserimento comunitario.

La Struttura possiede inoltre un ambiente attrezzato per le visite protette ai minori, il locale è situato in un paese vicino e non presso la Comunità, per evitare che i padri che devono incontrare i figli in luogo protetto non si rechino comunque presso il loro nuovo domicilio.

 

     2. ORGANIGRAMMA

L’attività della Struttura viene svolta da personale regolarmente assunto in proporzione al numero degli Ospiti come da disposizione di Legge, ovvero da  Coordinatrice, da un’èquipe di Educatrici Professionali, un’Ausiliaria e da personale volontario con copertura 24 su 24.

La Coordinatrice, svolgendo mansioni relative alla programmazione ed al coordinamento delle varie attività in collaborazione con tutti gli Operatori coinvolti nei progetti individuali delle Ospiti e minori accolti, rappresenta un punto di riferimento per tutti gli altri Operatori.

Per quanto riguarda la gestione dell’Associazione gli organi, come da statuto, sono:

L’Assemblea.

Il Consiglio Esecutivo.

Il Presidente.

  1. TIPOLOGIA DI UTENZA, PROCESSI DI AMMISSIONE E DIMISSIONE

Vengono accolti principalmente nuclei familiari formati da madri con figli, allontanati dal luogo di provenienza a causa di violenze, problematiche socio-ambientali, ragioni di protezione del minore e di sostegno alla madre (di tipo pedagogico e psicologico) oltre che di valutazione della relazione madre–figlio, questi nuclei sono tendenzialmente inviati da Servizi Sociali. Inoltre vengono accolte donne in gravidanza con difficoltà di vario genere, inviate da C.A.V. (Centri Aiuto alla Vita), altre Associazioni o chi direttamente fa domanda.

Si accolgono anche donne con difficoltà a livello psichiatrico, deficit cognitivi, … in base alle caratteristiche del nucleo vengono impostati e concordati con il Servizio Inviante Progetti Educativi con caratteristiche peculiari e mirate.

Si accede all’ospitalità su richiesta che può essere inoltrata da Servizi Sociali, Consorzi e Associazioni impegnate nel settore materno-infantile oppure può anche essere la donna direttamente a fare richiesta, la domanda deve essere correlata da informazioni sul nucleo e sulle motivazioni che sono alla base dell’invio. Il Consiglio Esecutivo della Struttura valuta con tempestività le domande pervenute e comunica l’eventuale disponibilità all’accoglienza, subordinata all’accettazione delle Norme Interne da parte dell’Ospite e di un progetto concordato con l’Ente inviante.

Le dimissioni sono nella maggior parte dei casi concordate con Ospiti ed Ente inviante, perché terminato il percorso comunitario oppure perché la situazione non risulta gestibile sia per forti regressioni del soggetto sia in caso di valutazione di non idoneità al progetto.

Nel caso invece di abbandono del progetto e di allontanamento dai figli da parte della madre (sia volontariamente che per imposizione del Tribunale dei Minori), la Struttura garantisce un supporto per il periodo di tempo necessario (di alcuni giorni) per trovare la collocazione più idonea al minore.

L’espulsione dalla Casa avviene solo in casi molto gravi e dopo aver avvisato l’Ente inviante.

 

  1. OBIETTIVI DELL’ATTIVITÀ E AREE DI INTERVENTO

Gli obiettivi principali dell’attività sono:

  • La tutela sociale della maternità attraverso l’attività di accoglienza residenziale di donne in difficoltà, maggiorenni o prossime alla maggiore età, con o senza bambini, con particolare attenzione per le donne in gravidanza, anche minorenni, senza alcuna distinzione di razza, nazionalità e religione nel rispetto delle convinzioni etiche, morali, religiose delle stesse.
  • La protezione della madre e del minore in caso di maltrattamenti, trascuratezza, deprivazione socio-culturale (povertà relativa) e assenza di risorse (povertà estrema).
  • Residenzialità in pronto intervento in caso di grave urgenza.
  • La verifica e il supporto delle capacità genitoriali con invio di relazioni a scadenza concordata con gli Enti invianti e con i Tribunali e la stesura trimestrale di P.E.I. per ogni Ospite (Progetto Educativo Individuale).
  • L’acquisizione di autonomia personale della donna e della coppia madre-bambino attraverso l’acquisizione della consapevolezza del ruolo materno e l’educazione sul piano morale e psico-affettivo delle persone accolte, in collaborazione con gli Enti invianti; questo presuppone che la donna in situazione di disagio sia subito considerata come soggetto competente e non come semplice inviato. Favorire lo sviluppo di capacità critica per una corretta ri-socializzazione in vista di una progettazione futura e del definitivo reinserimento sociale.

Si promuove l’evoluzione del nucleo familiare, affinchè raggiunga il massimo dell’autonomia mediante l’affiancamento di personale educativo. Si cerca di creare le condizioni che permettano al nucleo di superare le difficoltà in senso costruttivo, attraverso l’elaborazione delle relazioni e la condivisione degli obiettivi educativi e di socializzazione.

Le aree di intervento vedono svilupparsi l’aiuto offerto alle Ospiti da parte degli Operatori principalmente su tre piani:

  • Piano promozionale, ovvero attraverso azioni educative finalizzate a rendere abili i soggetti, cioè a far sì che le potenzialità diventino veri e propri atti cognitivi, affettivi e relazionali;
  • Piano preventivo, attraverso azioni tendenti far sì che le potenzialità esprimendosi diminuiscano il rischio di incorrere in errori;
  • Piano riabilitativo e di cura educativa, attraverso azioni che si pongono come scopo quello di riconsegnare al soggetto la possibilità di riacquisire il processo di trasformazione delle potenzialità in atti, favorendo il processo di empowerment.

                                              

  1. FONTI VALORIALI E METODO EDUCATIVO

I valori sottostanti la creazione della Casa di Accoglienza sono riassumibili nel valore della famiglia come luogo privilegiato di relazione e di crescita dell’individuo, e nel valore e rispetto di ogni vita umana, sana o malata che sia, dal concepimento alla morte naturale. Il diritto alla vita è considerato prima espressione della dignità umana, fondamento di ogni altro diritto dell’uomo. Quello che l’Associazione si propone è quindi da un lato offrire l’aiuto necessario, affinchè le donne in difficoltà possano recuperare quelle risorse necessarie per potersi rendere autonome con i loro figli e dall’altro la tutela della vita, e di lotta contro l’aborto, sempre più praticato nella nostra società. 

A livello pedagogico ci si rifà all’idea di un’educazione intesa come umanizzazione sulla base dell’indirizzo personalista. Nella Casa, orientata alla condivisione della vita quotidiana, si segue un modello di vita familiare sottolineando, in questo modo, la matrice Strutturale                   dell’agire educativo nel duplice significato di e-ducere ovvero tirare fuori dal soggetto le proprie potenzialità (che fa riferimento ad un codice paterno) ed il suo educare ovvero allevare, accudire (che fa riferimento ad un codice materno), nell’ottica generale che comunque non è il singolo Operatore ma l’ambiente che fa terapia.                

L’esperienza educativa del “qui ed ora” è valorizzata attraverso:

  • la convivenza e la condivisione;
  • la collaborazione e il fare empatico;
  • abitudini e norme: trasmettere le norme rispettandole in prima persona;
  • accudimento dei bambini;
  • attività pratiche come laboratori linguistici, artistici, di puericultura, cucito, cucina, ecc…;
  • ove opportuno, lo stimolo alla persona a mantenere i rapporti con l’ambiente di provenienza e a cercare di utilizzare al meglio le risorse sociali e le reti relazionali in vista della dimissione e ri-socializzazione;
  • l’offerta di colloqui individuali con Educatrici Professionali per la rielaborazione del vissuto;
  • in caso di visite vigilate (per es. con il nucleo di origine), l’offerta di un supporto per le relazioni e per superare eventuali conflitti che insorgono durante questi incontri protetti;
  • la presenza della possibilità di custodia dei bambini consente, quando opportuno, lo svolgimento di attività lavorative esterne.

La Struttura risponde, quindi, in relazione alla specifica tipologia e ai bisogni dell’utenza, alle seguenti aree di bisogno:

ASSISTENZA, è il caso, ad esempio, di una madre che non è in grado, da sola, di provvedere alla cura della propria prole.

SUPPORTO EDUCATIVO, si garantisce un aiuto e un sostegno allo sviluppo affettivo, cognitivo, emotivo e relazionale.

TUTELA, non ci si limita, infatti, ad una protezione di tipo esclusivamente assistenziale, ma ci si pone in una visione progettuale, che incorpora il passato, agisce sulla realtà educativa presente nell’ottica di una prospettiva futura.

I processi di verifica e valutazione dell’attività si attuano su tutte le fasi del progetto con l’Ente inviante, prevedono una riunione settimanale di confronto dell’èquipe sulla gestione globale degli Ospiti; più riunioni settimanali di supervisione della Coordinatrice con le Educatrici e i volontari; riunioni e valutazioni del progetto con l’Ente inviante e l’Ospite secondo i tempi concordati; infine la valutazione dell’educatore di riferimento con il singolo Ospite circa il raggiungimento degli obiettivi individuati nel progetto. In generale nel primo periodo vengono raccolte osservazioni che vanno valutate ed elaborate per stendere il P.E.I. (Progetto Educativo Indivuale). È necessario confrontarsi con i vari Operatori che operano sul nucleo in modo da ottenere una visione integrata del lavoro e poter stendere degli obiettivi perseguibili. Le informazioni e le osservazioni vengono quindi raccolte e poi condivise con l’Ospite in modo da chiarire quali sono i punti sui cui lavorare.

 

  1. L’ORGANIZZAZIONE INTERNA

La Comunità presenta un’intensa organizzazione interna, con una strutturazione dei vari momenti della giornata sia per le Ospiti sia per il lavoro educativo. L’obiettivo è quello di lavorare con le donne nella quotidianità, di abituarle all’assunzione di piccole responsabilità, per sé e per i propri bambini, al fine di poter affrontare successivamente il reinserimento sul territorio.

Per chi non ha oneri esterni, come ad esempio un lavoro, le giornate si svolgono tra impegni domestici e attività organizzate. Queste ultime hanno lo scopo di impegnare il tempo facendo emergere risorse e attitudini personali, incrementando l’autostima, la creatività e la resilienza; hanno inoltre funzione di socializzazione. Si sviluppano laboratori pratici come cucito, cucina, corsi di lingua italiana per le Ospiti straniere, creazioni di bomboniere per matrimoni e battesimi per esterni, … Si svolgono anche attività educative di puericultura e di gioco con i bambini, riflessioni su temi pedagogici, al fine di aiutare le Ospiti a trovare modi soddisfacenti per entrare in relazione con i propri figli; durante il periodo estivo si aggiungono gite e giornate in piscina. Questi momenti sono inoltre spazi di valutazione delle competenze e dell’impegno delle ragazze da parte degli Operatori.

L’importanza dell’asilo interno (disponibile per bambini dai tre ai cinque anni per l’intera giornata e per i più piccoli solo nel pomeriggio) si deve alla possibilità per le Ospiti di avere qualcuno che si occupi dei bambini, permettendo loro di potersi dedicare ai rispettivi impegni, come visite mediche, udienze in Tribunale, colloqui con Servizi Sociali, ricerca del lavoro, …

 

  1. PROGETTAZIONE INTEGRATA E COLLABORAZIONE CON IL TERRITORIO

La Struttura intesse una stretta ed articolata collaborazione con gli Enti invianti, la progettazione congiunta si caratterizza per l’unità di intervento sul contesto del nucleo mamma–bambino. Sia nelle fasi di progettazione, per poter mettere a punto obiettivi e strumenti coerenti con la realtà su cui si andrà ad agire, sia nelle successive fasi di monitoraggio e valutazione.

I Servizi invianti e la Struttura sono perciò impegnati, ognuno con le proprie competenze, all’attivazione di rapporti tesi a favorire il dipanarsi della soluzione migliore per il nucleo accolto. Ai minori, i cui bisogni afferiscono a competenze socio-sanitarie, è garantita la progettazione integrata, intendendo tale terminologia, in questo caso, come la risultante del lavoro positivo dei due comparti dell’intervento alla persona (socio-assistenziale e sanitario).

La Struttura elabora un “progetto quadro” che illustra la complessità delle azioni che si intendono svolgere a favore degli Ospiti inseriti.

Tale progettazione andrà sviluppata, per quanto possibile, in sinergia con l’Ente inviante e dovrà prevedere momenti di verifica e ri-progettazione comune del percorso in divenire. La definizione di un percorso educativo e/o assistenziale personalizzato viene definito dalle parti interessate (Utenti, Struttura ed Ente inviante) per permettere un accordo il più possibile condiviso, che preveda l’esplicitazione di una domanda, una negoziazione ed un accordo finale incentrato sugli obiettivi anche a lunga scadenza.

La Struttura lavora quindi in rete e collabora con i seguenti Servizi:

  • Servizi Sociali
  • Consorzi territoriali
  • Tribunale per i Minorenni
  • T.U. (Consulenza Tecnica d’Ufficio)
  • S.L.
  • Neuro Psichiatrie Infantili
  • Servizi per le Dipendenze
  • Ospedali specializzati per patologie infantili e gravidanze a rischio (Ospedale Maggiore di Novara, Ospedale Del Ponte di Varese, Associazione La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, …)
  • Centri di Salute Mentale
  • Associazioni di volontariato
  • A.V. (Centri Aiuto alla Vita)
  • Enti religiosi
  • Scuole ed asili

Inoltre la realtà locale è ritenuta uno strumento valido in una logica di interscambio con il territorio.

 

  1. PROCESSI DI FORMAZIONE E SELEZIONE DEL PERSONALE

Il personale viene scelto tramite: colloqui, un periodo di prova affiancato dal personale operante, e verifiche.

La Struttura è sede di tirocinio per le facoltà di Scienze dell’Educazione, la presenza dei tirocinanti è concordata e seguita dalla Coordinatrice.

 

  1. RETTA         

La retta comprende: vitto e alloggio; prodotti per l’igiene personale; abbigliamento con rinnovo stagionale; visite, cure mediche e farmaci dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale; tasse scolastiche, materiale scolastico, buoni pasto; accompagnamenti in auto o mezzi pubblici. Assicurazione idonea a coprire la responsabilità civile sia all’interno che all’esterno delle strutture. “Pocket Money” settimanale per le esigenze personali delle Ospiti che non svolgono attività lavorativa utile anche per la verifica della capacità di gestione delle risorse economiche. Incontri vigilati in luogo neutro presso locali della Struttura con i parenti dei minori (1 ora a settimana).

La retta per l’anno in corso è di Euro 65,00 al giorno sia per le mamme che per i bambini. Nel caso di inserimenti di nuclei numerosi per i primi due Ospiti la retta sarà piena mentre dal terzo Ospite accolto la retta sarà ridotta del 50% (32,50 Euro al giorno) secondo il seguente schema:

1 persona tot.   65,00 Euro al giorno.

2 persone tot. 130,00 Euro al giorno.

3 persone tot. 162,50 Euro al giorno.

4 persone tot. 195,00 Euro al giorno.

5 persone tot. 227,50 Euro al giorno.

 

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